Cercafughe

Fughe – sette metodi per trovare la perdita

L’individuazione delle perdite è un argomento caldo in tutte le officine che forniscono assistenza per i climatizzatori. Non soltanto per quanto riguarda i convenzionali impianti con R 134a, ma anche quelli a refrigeranti alternativi come R 1234yf o CO2. Di seguito forniamo una panoramica dei sei metodi più utilizzati per individuare le perdite con alcuni consigli dei nostri esperti.

1. Rilevazione di fughe tramite UV

Uno speciale additivo fluorescente viene introdotto nel circuito del refrigerante attraverso la stazione di carica del climatizzatore o manualmente. È già contenuto in alcuni essiccatori di nuova fabbricazione. Illuminando i componenti con un’apposita luce UV e osservandoli attraverso gli occhiali di protezione gialli dai raggi UV, la perdita risulta facilmente visibile, anche se il motore è imbrattato d’olio o se la si osserva da una certa distanza. A differenza del forming gas, la rilevazione di fughe UV è adatta anche per la rilevazione di fughe minime. Se si cercano di individuare perdite da vibrazione, è l’unico metodo possibile.
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Cercafughe UV
2. Azoto

In questo caso viene generata una sovrapressione con azoto o una depressione con vuoto utilizzando la stazione di carica del climatizzatore. La rilevazione di fughe tramite scarto di pressione è adatta principalmente per una prima diagnosi in impianti con grosse perdite o completamente vuoti, in quanto è possibile appurare se l’impianto presenta fughe anche se non è possibile localizzarle. È possibile utilizzare questo metodo solo con le stazioni di carica che si arrestano automaticamente quando è impossibile generare il vuoto (p.es. tutte le stazioni ASC WAECO). Se il processo prosegue senza segnalare errori, si può essere certi che l’impianto non presenti fughe ed è possibile riempirlo con refrigerante, soddisfando i requisiti sulla protezione ambientale da prodotti chimici (Chemicals Climate Protection Ordinance).
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Cercafughe per azoto
3. Gas tracciante o forming gas

Il forming gas è composto per il 95 % da azoto e per il 5 % da idrogeno. La rilevazione funziona con speciale cercafughe elettronico. In questo caso l’utente deve prima riempire l’impianto precedentemente svuotato con gas cercafughe. Lo svantaggio di questo metodo è il tempo richiesto (dopo 15 minuti l’idrogeno si è quasi completamente diffuso e deve essere riapplicato). Un altro svantaggio è dato dal fatto che il test viene eseguito quando l’impianto non è in funzione. Così facendo, le “perdite per vibrazione” che si verificano a motore in moto non vengono rilevate. L’impianto ha bisogno di refrigerante in circolo, ma non può ancora essere ricaricato per via della perdita! Inoltre il rilevamento delle fughe con forming gas richiede un ambiente pulito con condizioni operative costanti (ad esempio nessuna corrente d’aria in officina).
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4. Ricerca elettronica delle fughe

Grazie ai sistemi elettronici di rilevamento fughe non è assolutamente un problema individuare fughe piccolissime. In alcune sezioni del climatizzatore è però difficile applicare la sonda correttamente o comunque in tempi rapidi.
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kit di prova tenuta stagna con azoto
5. Controllo del vuoto

Completamente automatico sulle stazioni di carica A/C Dometic WAECO.
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6. Semplice test della bolla d’aria

Il metodo con schiuma cercafughe, il cosiddetto “test della bolla”, è forse quello più vecchio. Praticamente inutilizzato dato che non consente di rilevare le fughe più piccole.

7. Rilevazione di fughe a ultrasuoni

Trovare una perdita è facile e comodo con il cercafughe a ultrasuoni Marksman II. Grazie all’Internal Noise Control, l’attrezzo non è influenzato dai rumori dell’ambiente, pertanto è affidabile anche negli ambienti rumorosi. Il grado di perdita è indicato da un display a 5 LED e da un avviso acustico.
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Controllo delle fughe – un vero must

Non esistono climatizzatori che non necessitino di manutenzione. Gli esperti lo sanno: quasi tutti gli impianti hanno perdite di refrigerante e non tutte le perdite sono riconducibili a collegamenti logori o danni legati a incidenti. Anche da climatizzatori completamente intatti può fuoriuscire refrigerante (dal sistema dei condotti o dei tubi flessibili, dalle chiusure a vite, dagli anelli di tenuta ecc.), soprattutto negli impianti moderni, che contengono una quantità molto inferiore di refrigerante rispetto a quelli più vecchi.

Il rabbocco di climatizzatori difettosi è vietato per legge, in quanto l’agente R 134a è estremamente dannoso per l’ambiente! Nell’interesse del possessore del veicolo, occorre effettuare regolarmente un controllo delle fughe per evitare danni al compressore.

Date le minori quantità di refrigerante caricate nei climatizzatori delle automobili, sono necessarie apparecchiature cercafughe più sensibili. Il marchio di qualità TRACER® costituisce una soluzione vincente con additivi altamente fluorescenti e tecnologia UV avanzata con luce LED blu.
A sinistra: stick TRACER® altamente fluorescenti sotto la luce della lampada UV LED blu, per un rilevamento rapido e affidabile delle perdite. Nelle soluzioni TRACER® , l’additivo UV e la lampada sono perfettamente abbinati. A destra: un additivo qualsiasi a bassa fluorescenza. Le potenziali perdite sono difficili da individuare.

Rilevazione di fughe tramite UV – sempre con l’additivo uv abbinato!

Una miscela PAG e PAO non forma una pellicola d’olio uniforme. Il PAG , più pesante, si deposita sotto il PAO. La separazione è chiaramente visibile in condizione statica. Durante l’avviamento del climatizzatore si possono verificare disuniformità nella miscela, con possibili danni al compressore. Considerata la chiara separazione dei due oli, un additivo UV universale non può esistere. L’additivo UV è contenuto in un olio di trasporto. Se due oli diversi non si miscelano, neanche l’additivo UV può miscelarsi al 100% con gli oli, e di conseguenza “si affloscia”. Se l’olio e l’additivo UV sono perfettamente abbinati, l’additivo UV forma una miscela stabile e uniforme con l’olio del compressore.

In conclusione: miscelare sempre l’olio giusto con l’additivo UV giusto. Non esistono soluzioni universali.

Standard professionale

ASC di WAECO è da anni sinonimo di qualità eccellente e tecnologia di punta per quanto riguarda la manutenzione A/C. La serie viene continuamente migliorata e completata per soddisfare i requisiti futuri. Tutte le stazioni di carica ASC sono all'avanguardia e completamente automatiche

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